La Sonda Aliena Blog

2 Maggio 2008

Genova - Al Chiossone la festa di Kodomo no Hi

Archiviato in: Notizie Genova — Redazione @ 7:25 pm
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Sabato 3 maggio al Museo d’arte orientale “Edoardo Chiossone” alle ore 15.30 primo appuntamento con “Kodomo no Hi, giorno dei maschietti, grande festa di armi spirituali”

 

Si svolgerà un mini-corso gratuito di origami (“Impariamo a fare un elmo piegando la carta”) seguito da un percorso didattico alla Galleria di Armature e alla mostra “Kabuto, l’elmo giapponese” in cui è esposta una collezione di elmi antichi appartenenti al Museo Chiossone. Poi si potrà giocare al Gioco delle Carpe Volanti e dell’Acchiappadiavoli.

 

In Giappone il quinto giorno del quinto mese (gogatsu no itsuka) è dedicato alla festa dei maschietti. La ricorrenza è detta anche “giorno del cinque ripetuto” (jugo no hi), poiché cinque è un numero fausto, tanto più se raddoppiato. Anticamente, prima dell’avvento del calendario gregoriano (1873), la festa si chiamava Tango no Sekku ed era celebrata nel giorno del cavallo zodiacale (tango), che segnava la fine della primavera e dava inizio alla stagione delle piogge, apportatrici di fertilità e di raccolti abbondanti.

 

Ancor oggi il 5 Maggio le famiglie con figli maschi legano al colmo del tetto delle loro case stendardi e gigantesche carpe di carta o stoffa colorata, chiamate koi nobori, “carpe guizzanti verso l’alto”: esse fluttuano alte nell’aria calda della tarda primavera e sono simbolo di energia virile, perseveranza, tenacia e futura riuscita. Infatti, secondo un’antica leggenda cinese, le carpe sono capaci di nuotare contro corrente e di risalire altissime cascate, trasformandosi in draghi possenti.

 

In passato la ricorrenza era anche denominata shobu no sekku, “festa degl’iris shobu”: questi fiori tipici della stagione hanno foglie appuntite, lunghe e snelle come spade. Inoltre, il loro nome suona identico all’espressione “reverenza per le arti marziali” (shobu). Così, si credeva che la sera della festa le grandi virtù della pianta si trasmettessero ai bambini e ai ragazzi di casa immergendo un fascio di foglie d’iris nell’acqua del loro bagno. L’occasione richiedeva anche numerose libagioni di vino di riso aromatizzato con petali d’iris (shobu sake), bevanda in grado di prevenire le malattie e di apportare longevità. Infine, cespi di fiori e foglie di shobu sistemati sul tetto difendevano la casa da infestazioni maligne.

 

In casa, nella stanza da ricevimento, si allestisce ancor oggi la decorazione festiva: su un palco a cinque gradini rivestito di panno verde o di una stuoia di giunchi freschi, si espongono “articoli militari” (bugu) in miniatura e bambole (ningyo) raffiguranti i più grandi eroi giapponesi della storia e della leggenda - condottieri, statisti e figure mitiche o di fantasia. Gli articoli militari in miniatura comprendono una piccola armatura completa (yoroi) accomodata sul suo baule (yoroibitsu), un’alabarda (naginata), una spada da cerimonia (itomaki no tachi), arco e frecce, un elmo (kabuto) e un cappello da guerra (jingasa). Le “bambole militari” (musha ningyo) raffiguranti eroici condottieri sono ritenute “ambasciatori di storia” non solo perché evocano le gesta di grandi uomini, ma anche perché ciascun personaggio è rappresentato con perfetta caratterizzazione di fisionomia, attributi, stile e vestiario dell’epoca sua propria. Gli eroi preferiti e più onorati sono Minamoto Yoshitsune, Kusunoki Masashige, Minamoto Yorimitsu, Hachiman Tarō Yoshiie, Toyotomi Hideyoshi e Tokugawa Ieyasu. La bambola dello statista Sugawara Michizane, dio della letteratura e della calligrafia, incarna l’augurio di raggiungere elevata competenza nelle arti civili e letterarie. Così, le ningyo

 

 

danno modo ai padri d’istruire i figli sui grandi eventi del tempo andato e sulle imprese gloriose degli antichi, esortandoli all’emulazione delle prodezze, alla gratitudine per l’esempio, al rispetto memore e profondo. Infine, tre sono le ningyo di figure mitiche e di fantasia: i fanciulli prodigio Momotaro e Kintaro e Shoki l’Acchiappadiavoli - affiancato quest’ultimo da un cavallo bianco e da una tigre, che rappresentano rispettivamente il sole e le potenze telluriche.

 

Accanto all’ingresso della stanza con il palco allestito viene appesa una grande sfera chiamata kusudama, formata da innumerevoli, variopinti fiori di carta e adorna di un pendone di fili di cinque colori (bianco, giallo, rosso, blu o verde, viola o nero), protezione contro sventure e malattie e legame dell’anima del fanciullo con questa vita. La kusudama - in verità effigie floreale del sole, immagine della sua potenza purificatrice e stimolatrice di crescita - anticamente era fatta con erbe medicinali (kusuri) e fiori freschi, spiriti vivi di salute e fertilità.

 

Le foglie di quercia (kashi) e il bambù erbaceo (sasa) - rispettivamente simbolo di forza e bravura, sobrietà morale e perseveranza nelle avversità - sono pure emblemi della festa, associati a cibi speciali: le polpette di riso avvolte in foglie di quercia (kashiwa mochi), che rendono intelligenti e bravissimi (kashikoi), e le “polpette della saggezza” (chimaki dango), fasciate in foglie di bambù.

Imperia - Rose in mostra a San Biagio della Cima

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Domani e domenica 4 maggio San Biagio della Cima, borgo antico nell’entroterra di Bordighera (IM), inaugura “Rose in Esposizione” la mostra dei produttori e degli ibridatori dedicata alla regina di tutti i fiori.
Location della manifestazione, giunta alla sua nona edizione, sarà il Centro Culturale Polivalente “Le Rose” allestito con le più belle varietà di rose già note al grande pubblico, oltre 16.000 gli esemplari esposti, a cui si aggiungono le novità, ibridate nel corso dell’anno dai principali produttori e coltivatori del territorio.
La mostra dedicata alle varietà di rose, sarà preceduta da un momento di riflessione sull’economia floricola del fiore stesso nel ponente ligure. La tavola rotonda dal titolo “Il futuro della coltivazione della rosa nell’economia floricola del ponente ligure” vedrà la partecipazione di personalità e professionisti che da anni lavorano nel settore sul territorio. Gli interventi brevi ed efficaci mirano a delineare le possibili strategie future per la coltivazione delle rose, mercato particolarmente sviluppato nel ponente ligure e a San Biagio della Cima, considerato non a caso il paese delle rose.
Ad introdurre i lavori della Tavola rotonda sarà Giovanni Ballestra, Assessore all’Agricoltura e Floricoltura della Provincia di Imperia. Seguiranno gli interventi di Riccardo Giordano, Presidente dell’UCFlor/Mercato dei Fiori di Sanremo, Giovanni Imperatore, Presidente dell’Associazione Nazionale Commercianti Esportatori Fiori, Andrea Mansuino, Consigliere dell’Associazione Nazionale Floricoltori Ibridatori, Mario Cimino, Presidente Florcoop Cooperativa di Produttori Floricoli, Alberto Biancheri, Assessore alla Floricoltura del Comune di Sanremo, e Giancarlo Cassini, Assessore all’Agricoltura e Floricoltura della Regione Liguria. Le conclusioni dei lavori saranno lasciate a Franca Gambini, giornalista esperta del settore.
Sabato 3 maggio si svolgerà anche il concorso Percorso Fiorito, riservato agli abitanti di San Biagio chiamati per l’occasione ad allestire caruggi, balconi, finestre e angoli particolari del paese con composizioni floreali a tema libero. Per gli amanti del buon vino, invece, ritorna l’appuntamento con Rose e Rossese, l’evento che vede trasformarsi un angolo del borgo antico in una “grande cantina”. Per due giorni sarà possibile degustare il Rossese proveniente dai principali vigneti collocati lungo i pendii della Valle Intemelia e della Val Verbone, abbinato a prodotti tipici dell’estremo ponente. Entrambi gli eventi si svolgeranno sia sabato 3 che domenica 4 maggio con orario continuato dalle ore 11.00 alle ore 22.00. Accanto alla bellezza delle rose esposte e ai profumi dei caruggi in fiore, si svolgerà inoltre la terza edizione della Marcia delle Rose, gara non competitiva che attraverserà domenica 4 maggio a partire dalle ore 10.00 il centro del paese. Novità di quest’anno saranno 45 varietà antiche di rose, coltivate oltre un secolo fa nel borgo di San Biagio ed esposte per l’edizione grazie al lavoro di ibridatori e coltivatori appassionati. Uno spazio particolare, infatti, sarà riservato alle varietà prodotte da 30 a 100 anni fa, recuperate dalla memoria storica di anziani coltivatori e che grazie al lavoro di mani esperte oggi rivivono per rendere omaggio alla regina di tutti i fiori.
Rose in Esposizione sarà aperta dalle ore 10.00 alle ore 22.00 sabato 3 e domenica 4 maggio con ingresso gratuito.

La Spezia - Una mostra dedicata al patchwork

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Prima grande mostra alla Spezia dedicata al Patchwork. Sabato 3 maggio alle ore 15 al Centro “Salvador Allende” (Giardini Pubblici) sarà inaugurata la “Mostra di Patchwork classico e contemporaneo”. L’esposizione, a ingresso gratuito, è organizzata dal Comune della Spezia, Istituzione per i Servizi Culturali in collaborazione con l’Associazione Culturale “Arteeelibertà” e il gruppo “La Spezia Patchwork”.

La mostra, ideata da Maria Pia Lucchini Bettarelli, presenterà al pubblico spezzino il Patchwork, il cui significato letterale dall’inglese è “lavoro con le pezze”. Nato secoli fa come risposta alle esigenze di utilizzo di materiale tessile ancora integro, ricavato da abiti e arredi consunti, ha rappresentato l’occasione per manifestare la creatività di un mondo, quello femminile, a lungo escluso da ogni manifestazione inventiva. In seguito la ricerca del colore e della forma si è evoluta progressivamente fino ai giorni nostri. L’ attuale abbondanza di tessuti e la disponibilità di supporti tecnici rappresentano un vero e proprio aiuto alla scoperta di nuove soluzioni. Su libri, riviste e esposizioni possiamo oggi ammirare lavori di alta qualità sia sotto il profilo artigianale sia artistico vero e proprio. Il processo di creazione del patchwork rappresenta inoltre una preziosa occasione di socializzazione e arricchimento culturale, sollecitando la conoscenza dei gusti e delle tendenze espressive di genti diverse. In Italia, in Europa e nel mondo il patchwork è diventato ormai un canale importante di dialogo e scambio chiaro e concreto tra diverse culture.

La “Mostra di patchwork classico e contemporaneo” rimarrà aperta fino sabato 24 maggio da martedì a sabato dalle ore 9 alle ore 12 e dalle ore 14,30 alle ore 18,30. Domenica e lunedì chiuso.

Per iformazioni telefonare al n. 0187-503630 oppure scrivere all’indirizzo mail palazzinaarti@laspeziacultura.it e cliccare sul sito www.laspeziacultura.it .        

La Spezia - Visite guidate al Castello San Giorgio

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Domenica 4 maggio si ripete al Castello San Giorgio della Spezia (Via XXVII Marzo), come ogni prima domenica del mese, il rito della visita guidata gratuita per i frequentatori pomeridiani della struttura. L’appuntamento per gli appassionati di archeologia e per i curiosi della storia locale più antica è fissato come al solito alle ore 15,30 all’ingresso della struttura fortilizia, da dove partirà il viaggio dalle radici preistoriche della Grotta dei Colombi, alle enigmatiche protagoniste dell’antichità lunigianese – le statue stele -, alla romanità lunense, attestata dal preziosissimo materiale raccolto dalla famiglia Fabbricotti e dal resto delle collezioni civiche archeologiche, fino alle attestazioni medievali.

La visita, che sarà coordinata dalle ragazze della cooperativa Zoe e che è articolata in circa un’ora e un quarto di percorso, prevede il solo prezzo del biglietto d’ingresso (€ 5).

Per informazioni telefonare al n.0187/751142 oppure scrivere all’indirizzo e-mail sangiorgio@laspeziacultura.it e visitare il sito www.laspeziacultura.it .

Savona - Sabato Loano delle Meraviglie

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Sabato 3 maggio, a Loano, si svolgerà il secondo appuntamento della rassegna Loano delle Meraviglie, promossa dall’Assessorato al Turismo e alla Cultura del Comune di Loano.

A partire dalle ore 16.30, in piazza Rocca, bambini e genitori potranno giocare nel laboratorio allestito dall’Associazione Fantulin che coinvolgerà grandi e piccini nel magico gioco della creazione. A disposizione dei bambini ci saranno martelli, seghetti, chiodi e materiali “poveri” e di “recupero” come pezzi di legno e carta velina.  Il tutto sarà trasformato in poche ore di gioco in aquiloni e mongolfiere. Il laboratorio si chiuderà con uno spettacolare lancio delle coloratissime mongolfiere di carta velina.  Poi, i bambini potranno raggiungere la spiaggia dei Bagni Lampara, dove alle ore 18.00, è previsto il raduno e il volo degli aquiloni realizzati nel pomeriggio di gioco.

La festa che colorerà il cielo di Loano sarà accompagnata dalle note suonate dal Corpo Bandistico S. Maria Immacolata che accompagnerà con il suo repertorio il volo degli aquiloni.

A fare da contorno alla giornata all’insegna dei giochi d’aria sarà la rassegna l’Arte del gusto che proporrà l’iniziativa Frizzé e Mangia organizzata dalla Parrocchia S.M. Immacolata e il Circolo ANSPI  – Focolare Francescano. A partire dalle ore 12.00, sul lungomare  G. Garrassini Garbarino, nei pressi della casetta dei lavoratori del mare, si potranno degustare i friscêu” di baccalà e le frittelle di mele.

Sempre sabato, dalle 10.00 alle 19.00, Piazza Massena si animerà con Artigianalmente mestieri in piazza, il mercatino dell’artigianato e degli artisti. Nella piazzetta saranno presenti tanti piccoli “laboratori a cielo aperto” dove artisti–artigiani realizzeranno i loro oggetti davanti al pubblico, portando in piazza la creatività e l’abilità artigiana che produce originali manufatti. Gli artigiani saranno presenti con prodotti di eccellenza, unici ed inimitabili: ceramiche dipinte, oggetti intagliati nel legno, vetro dipinto, maschere di cuoio, borse e cinture realizzate con il cuoio, composizioni di fiori secchi, decupage e bigiotteria d’arte

Savona - Appuntamento in noir ad Alassio

Archiviato in: Notizie Savona — Redazione @ 6:36 pm
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Appuntamento in noir ad Alassio, sabato 3 maggio, in occasione dell’incontro con gli scrittori Bruno Morchio, Maurizio Lanteri e Lilli Luini.

 

L’iniziativa, promossa dall’Assessorato al Turismo e alla Cultura del Comune di Alassio, prenderà il via alle ore 17.30, nell’Auditorium della Civica Biblioteca “Renzo Deaglio”.

 

Nell’incontro con gli autori, condotto da Sandra Berriolo, si parlerà di romanzi e di cronaca nera. I tre scrittori cercheranno di rispondere a una domanda: un romanzo può raccontare la realtà meglio della cronaca? Viviamo in un’epoca in cui il giornalismo investigativo pare in declino, in cui le grandi testate nazionali e la televisione sembrano più ossessionate dal sensazionalismo che dalla verità; sono in molti a ritenere che la narrativa sia l’unica candidata a  comprendere e spiegare il reale nelle sue motivazioni più profonde. In particolare l’attenzione è puntata sul genere noir, in cui i personaggi si muovono ai margini della società e spesso in quella fumosa linea di confine tra legale e illegale, tra morale e amorale che pare essersi allargata a dismisura nella nostra epoca. Una terra di nessuno anche interiore, in cui bene e male si confondono, e in cui si muove Bacci Pagano, l’investigatore creato da Morchio (Le cose che non ti ho detto, Garzanti), e in cui piomba anche il politico sconfitto Enrico Oliviero, protagonista del romanzo di Lanteri e Luini (Non tornare a Mameson, Frilli).  Personaggi più che mai attuali, rappresentativi della nostra epoca: l’uno alle prese con un mondo lontano dalla sua scala di valori, in cui si sente estraneo, l’altro invece incapace di tornare alla normalità, di tollerare la perdita di potere e visibilità. 

Bruno Morchio è lo scrittore di noir ambientati a Genova, lanciato da Frilli e poi approdato due anni fa a Garzanti (Con la morte non si tratta; Le cose che non ti ho detto). Ha al suo attivo parecchie decine di migliaia di copie vendute (Bacci Pagano. Una storia da carruggi; Maccaia. Una settimana con Bacci Pagano; La crêuza degli ulivi. Le donne di Bacci Pagano – Editore Fratelli Frilli) e ormai il suo personaggio, l’investigatore Bacci Pagano, è assurto a dimensione nazionale.

Insieme a Morchio ci saranno due autori lanciati quest’anno da Frilli,  Maurizio Lanteri e Lilli Luini, che scrivono lo stesso genere ma ambientato nel Ponente Ligure.

 

Nel corso della serata saranno presentati i romanzi Le cose che non ti ho detto, e Non tornare a Mameson, di cui Simonetta Pozzi leggerà alcuni brani.

 

Le cose che non ti ho detto, Garzanti, 2007

Bacci Pagano è un uomo insieme complicato e semplice. Detesta le ipocrisie del potere ma anche il ricatto dei buoni sentimenti. Non sa dire di no alla richiesta di Mara, una delle donne della sua vita: deve tenere a bada le inquietudini del dottor Nicolò Ingroia, detto il Gigante, lo psicoanalista che vive sulle alture che sovrastano Genova Nervi. Bacci avrebbe avuto più di un motivo per rifiutare l’incarico: non è il suo mestiere occuparsi di un alcolizzato che ha tentato il suicidio; e poi il Gigante l’aveva già incontrato vent’anni prima, quando indagava sulla morte di un suo giovane paziente misteriosamente ucciso in Thailandia.
Così Bacci si trova quasi prigioniero in quella villa fatiscente: intrappolato dalle ossessioni del dottor Ingroia e dalle brusche attenzioni di sua moglie Carolina; e tormentato dal ricordo di un’indagine che non è riuscito a concludere.
Tra memoria e presente, dall’Estremo Oriente ai carruggi della città vecchia, Bacci Pagano deve mettere alla prova tutta la sua tenacia, in una vicenda in cui all’odio e alla disperazione si oppongono l’intelligenza e la ragione, alla ricerca di una verità elusa e sepolta.
Le cose che non ti ho detto è un romanzo raffinato e avvincente, dove il thriller è sostenuto da una acutissima tensione psicologica. Nei serrati duelli verbali tra Bacci e il Gigante, l’investigatore «analfabeta dei sentimenti» e lo psicanalista allo sbando, spesso uno sguardo e un silenzio – o magari una citazione di Proust – contano più delle parole.
Bruno Morchio conferma il suo talento di narratore in grado di dare voce a una città irripetibile, dove si sfiorano e s’intrecciano di continuo mondi diversi: dall’alta borghesia chiusa nel suo orgoglio alla casbah di immigrati e prostitute, passando per la memoria di una metropoli industriale che non c’è più.

 

Non tornare a Mameson, Fratelli Frilli Editori, 2008

Enrico Oliviero è un politico cinquantenne che dopo dieci anni come consigliere alla Regione Lombardia non viene più rieletto. Ferito nell’orgoglio e incapace di riabituarsi a una vita mediocre, compra una baita a San Bernardo di Mendatica, sulle Alpi Marittime. Lì si trasferisce, in segreto, abbandonandosi a giornate senza scopo e notti affogate nell’alcool. Il suo isolamento, però, dura poco. Dal solaio della nuova casa spunta fuori un quadro che prima lo affascina e poi lo ossessiona. È opera del precedente inquilino – un pittore francese – e ritrae una ragazzina che Enrico ribattezza Ophelia. Deciso a scoprirne l’identità, inizia caute indagini fra gli abitanti del paese… ma la percezione del pericolo arriva troppo tardi, quando l’incubo è ormai iniziato. Il romanzo è scritto a tre voci: Enrico, Beatrice (la giornalista che con lui ha una relazione – l’unica a cercarlo, e a trovarlo), e una strana ragazza che parla con le marmotte.

Genova - Laboratori e animazione al Teatro Garage

Archiviato in: Notizie Genova — Redazione @ 6:28 pm
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Il Teatro Garage attiva per i mesi di maggio e giugno una serie di CORSI E LABORATORI  alla Sala Diana  

Il primo è il LABORATORIO SULLE EMOZIONI già svolto con successo in passato: si tratta di un laboratorio che si distacca un po’ dai  corsi di teatro tradizionali, in quanto  il  fine primario non è quello di insegnare a recitare, ma quello di aiutare, per quanto possibile, a conoscere se stessi attraverso  le  emozioni che scaturiscono dal lavoro di palcoscenico. La prima parte di ogni incontro è centrata su una serie di attivazioni fisiche, e vocali  e su improvvisazioni da sollecitazioni visive musicali testuali date; la seconda parte è la discussione in gruppo facilitata dalla presenza della psicologa che aiuta a comprendere e integrare le emozioni suscitate dal lavoro precedente

I sette incontri  incontri sono i seguenti maggio  6,13,20,27 - giugno 4,13,17   ore 21,00-23,00.

Il Laboratorio è tenuto da Maria Grazia Tirasso, Cristina Zinnari e la dott.ssa Elvira Filippelli.

LABORATORIO DI ANIMAZIONE

condotto da Andrea Carretti e Fabrizio Giacomazzi dello Studio Associato Attori si svolgerà 9, 10 e 11 maggio  2008  ore 19.00/22.00. E’ un laboratorio rivolto a tutti coloro che - animatori, insegnanti, educatori -impegnati negli ambiti aggregativi più vari – villaggi turistici, centri e campi estivi, luoghi o case di accoglienza – o impiegati in aziende e società di animazione turistica – intendono apprendere o approfondire alcune tra le tecniche utili a svolgere l’attività di animazione, in un’ottica che pone al centro dell’attività “ri-creativa”, lo sviluppo armonico della persona. 

LEGGERE LA POESIA

 è uno stage tenuto dall’attore Luigi Marangoni nei giorni 24 e 25 maggio per un totale di   8 ore in cui gli allievi acquisiscono strumenti chiari e semplici sia per dire la poesia, sia per ascoltarla aumentando la sensibilità relativa al linguaggio per apprezzare con maggiore consapevolezza  i versi dei poeti. Il programma prevede una serie di Esercizi di “Arte della Parola” di Rudolf Steiner Introduzione alla metrica.  Studio e dizione dell’esametro, Poesia Epica e Poesia Lirica, Lettura di un Canto della Divina Commedia in coro, Lavoro singolo sulla poesia lirica  moderna e contemporanea

Questa prima batteria di laboratori si chiude con un evento particolarmnente interessante che costituisce una novità per il Garage: lo stage ARMONICA VOCE condotto dal musicista e musicoterapeuta Lorenzo Pierobon   nella fine-settimana 28 e 29 giugno  2008   per un totale di  10 ore

Lo stage si basa sul metodo Vocal Harmonics  in Motion® che utilizza tecniche miste di canto armonico associate a movimenti e posture del qi gong ed esercizi per incrementare la mobilità e l’elasticità degli organi che concorrono alla fonazione (laringe, lingua, petto, addome ecc.). L’unione di queste tre tecniche fa in modo che tutto il corpo venga preparato ed “accordato” per l’emissione vocale, rinvigorendo e rivitalizzando i centri energetici.

Il metodo è rivolto a: cantanti, attori, danzatori, doppiatori, insegnanti, persone che fanno della voce un uso professionale, ma anche semplicemente persone che vogliono utilizzare la voce al meglio delle sue potenzialità , facendola diventare non solo un mezzo di espressione, ma anche di ricerca interiore.

Genova - Sciare sicuri con Azzurra

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Sciare per divertirsi e senza provocare pericoli per sé e per gli altri. Per il quarto anno consecutivo l’associazione sportiva Azzurra, sostenuta da Provincia, Comune e Federazione degli sport invernali, ha promosso nelle scuole una serie di incontri per far crescere nei giovani sciatori una sempre più radicata coscienza delle norme di sicurezza, spiegando l’utilità degli strumenti di protezione a cominciare dal casco, di cui si vuole innalzare l’obbligatorietà da 14 a 18 anni, del paraschiena, dei parastinchi e delle polsiere importanti soprattutto per gli snowboarder. ” Quest’anno - ha detto il presidente di Azzurra, Carlo Chimeri - abbiamo tenuto gratuitamente lezioni in 30 istituti dove abbiamo spiegato le nuove normative europee e italiane del ” Codice della neve ” e insegnato che la prima regola per prevenire gli incidenti sulle piste da sci è quella del buon senso e della prudenza”. Lo sci e lo snowboard sono discipline sportive che comportano rischi come tutte le altre. Chi le pratica è dunque tenuto a conoscere e a rispettare le regole Fis. Se la loro inosservanza è causa di un incidente lo sciatore o lo snowboarder coinvolti possono essere chiamati a rispondere delle conseguenze. ” Per coinvolgere sempre di più i giovani in queste tematiche di sicurezza, tanto più necessarie alla luce del moltiplicarsi degli incidenti - ha detto l’assessore provinciale allo sport Giulio Torti - quest’anno abbiamo indetto nelle scuole un concorso di disegno sul tema dell’integrazione tra sport invernali e sicurezza. I vincitori saranno premiati domenica 25 maggio in occasione dell’ ormai tradizionale manifestazione di skate slalom e Fmx che si svolge in via Assarotti a Genova “.

Savona - Ad Albenga differenziata ok

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L’assessore all’ambiente, Romano Minetto, fa il punto sui progressi della raccolta differenziata nella città di Albenga, i cui risultati sono molto incoraggianti.

La raccolta differenziata porta a porta è stata avviata nelle frazioni dal marzo 2006 e da febbraio di quest’anno il progetto è partito anche nell’area di Vadino.

Quali risultati sono stati ottenuti?

“I dati sono estremamente positivi: a dicembre 2007 avevamo raggiunto il 40,31% per la raccolta differenziata, centrando l’obiettivo posto nella Finanziaria 2007 che prevedeva la soglia del 40%. Con il coinvolgimento di Vadino, a partire dal 14 febbraio di quest’anno, abbiamo raggiunto la quota del 40,5% (dati aggiornati al 31 marzo) e riteniamo di arrivare al 45% entro fine anno, come previsto dalla Finanziaria per il 2008”.

Come viene pianificata l’estensione del servizio alle altre zone cittadine?

“L’ufficio ambiente del Comune, con EcoAlbenga, si occupa di fare approfonditi studi su ciascuna zona per valutarne le peculiarità e le relative problematiche e prepara, di conseguenza, un piano di lavoro. Dopo l’estate, per esempio, la raccolta differenziata partirà anche nella zona a mare e nell’area di Pontelungo ma già ora si sta provvedendo ad un attento monitoraggio di queste due realtà”.

Come è stata recepita la raccolta differenziata da parte della cittadinanza?

“Come ogni novità ha avuto bisogno di tempo per essere accolta dai cittadini, che in linea di massima hanno comunque avuto reazioni positive, c’è senz’altro voluto un periodo di rodaggio anche per mettere a punto le varie situazioni di criticità che si sono presentante. Un ringraziamento va agli abitanti di Vadino che hanno dimostrato un grande senso civico e si sono fin da subito dimostrati molto disponibili verso questo cambiamento di abitudini. Tutto è migliorabile, certo, ma da parte dell’Amministrazione non può che esserci soddisfazione per i risultati fin qui raggiunti”.

Per quel che concerne le difficoltà di EcoAlbenga?

“La situazione di EcoAlbenga non nasce oggi ma è frutto di scelte passate. Purtroppo questa difficoltà ha portato anche a ritoccare la Tarsu, il cui aumento è però da ricondurre principalmente ai costi contingenti che sono lievitati, basti pensare all’aumento del prezzo del gasolio e del conferimento in discarica. EcoAlbenga rimane una realtà importante i cui limiti sono dovuti ad altro”.

Savona - Una targa per Arcangelo Ciappellano

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 Due appuntamenti Domenica 4 Maggio per ricordare il Caporale Paracadutista savonese Arcangelo Ciappellano, scomparso tragicamente nella acque della Meloria il 9 Novembre 1971.  Alle ore 9,45 presso la Parrocchia SS. Trinità di Via Chiavella verrà celebrata la Santa Messa in memoria del Caporale. Al termine, il corteo si dirigerà verso lo Slargo Piazzale Moroni e, alle ore 11, si terrà, alla presenza dell’Assessore comunale ai Quartieri Francesco Lirosi, un’orazione di Aldo Cappello, Presidente dell’Associazione Nazionale Paracadutisti d’Italia – Sezione Savona. Successivamente avverrà, al civico n. 35 di Via Moroni, lo scoprimento della targa intitolata al Caporale Ciappellano, cui seguiranno gli onori militari a cura del Picchetto del I° Reggimento Paracadutisti “Folgore”. Con l’intitolazione della targa, il Comune di Savona intende portare un tributo al Caporale  Cappellano, vittima, insieme ad altri 45 paracadutisti italiani e 6 aviatori inglesi,  di un incidente che ebbe luogo nelle acque della Meloria, dirimpetto al porto di Livorno, durante un’esercitazione congiunta tra la Royal Air Force, l’Aeronautica militare inglese, e un gruppo di appartenenti alla Brigata Paracadutisti Folgore. Esercitazioni combinate svolte su iniziativa della NATO, che intendeva sopperire in tale modo a importanti carenze operative, dando la possibilità agli inglesi di ricevere un addestramento su nuove rotte e nuovi obiettivi approfittando anche di un clima più mite,  e agli italiani l’opportunità di utilizzare mezzi ed attrezzature all’avanguardia. Purtroppo l’aereo “Gesso 4”  decollato all’alba del 9 Novembre 1971 dall’aeroporto di Pisa – San Giusto e diretto in Sardegna, si inabissò nelle acque della Meloria portando con sé nel fortissimo impatto il suo carico di giovani paracadutisti e ponendo fine tragicamente alla loro missione. Le valorose gesta furono ricordate anche da un monumento in onore dei “Caduti della Meloria” posto nel cimitero dei Lupi di Toscana, che reca scolpita la frase dell’allora Presidente della Repubblica Giuseppe Saragat : “…il compito cui essi attendevano era quello della difesa della comune libertà e indipendenza e di tutti quegli ideali nei quali crediamo. Perciò essi vivranno nella nostra memoria”.

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