La Sonda Aliena Blog

17 Aprile 2008

Italia Paese Partner a “China Transpo 2008″

Archiviato in: Notizie Liguria — Redazione @ 4:06 pm

C.I.S.Co., l’organismo fondato nel 1967 dalla Camera di Commercio e dall’Autorità Portuale di Genova per orientare il mondo dei trasporti verso la cosiddetta “rivoluzione dei containers” che in quel lontano anno ebbe avvio in Europa, in linea con la sua missione, ha nuovamente curato l’organizzazione del Padiglione della Logistica Italiana nell’ambito di “China Transpo 2008”, l’Esposizione Internazionale sui trasporti terrestri e marittimi di proprietà del Ministero delle Comunicazioni Cinese (MOC) che è considerata il più importante evento del settore nell’Area Asiatica.

 Come accennato si tratta di un ritorno a Pechino da parte del C.I.S.Co. che ha continuato a mantenere rapporti di stretta collaborazione  con i Dirigenti del MOC e della Fiera dopo il grande successo ottenuto dal Padiglione Italiano nell’edizione di China Transpo 1998.

 In questa edizione, per volere del Ministro delle Comunicazioni Cinese l’Italia è indicata come “Paese Partner”, grazie alla reiterata e produttiva attività di cooperazione, per la qualità delle presenze e per l’efficace disponibilità costantemente offerta a livello istituzionale.

Un riconoscimento, quello di ”Paese Partner”, che rappresenta una grande testimonianza che viene riservata, da parte cinese, a pochi Paesi.

 “China Transpo 2008” si svolgerà a Pechino, come per le precedenti edizioni, ma dal 24 al 26 Aprile, anticipando così, di molti mesi rispetto alla tradizione, la data dell’Esposizione per lasciare spazio alle imminenti Olimpiadi.

Attraverso un’apprezzabile ed articolata rappresentanza l’Italia potrà così rispondere a quanto, in diverse occasioni, operatori cinesi hanno fatto presente facendo sapere come, per la rete e le tecnologie del nostro Sistema Logistico a cui la Cina è particolarmente interessata, sia importante evidenziare il costante aggiornamento.

Il mondo logistico italiano, istituzionale ed operativo, ha quindi riconfermato il proprio interesse alla Manifestazione attraverso numerose e significative adesioni di Regioni, Associazioni, Enti, Autorità Portuali, Società ed Operatori (cft. Scheda Tecnica) che saranno presenti a “China Transpo 2008” in un importante Stand Istituzionale e con efficaci stand modulari di alto design e qualità.

Significativo l’interesse del modo della Finanza all’iniziativa CISCo con la partecipazione del Gruppo Unicredit che ha voluto evidenziare la sua crescente attenzione per il settore dello Shipping e della Logistica con i servizi offerti dal China Desk Unicredit Corporate anking e dal Global Shipping Desk Unicredit di Singapore già operanti nell’area asiatica.

 Una fondamentale attività d’immagine resa possibile anche attraverso il prezioso contributo di Liguria International.

 L’Italia è inoltre stata chiamata dal MOC a partecipare al Forum Cinese sulla Logistica, manifestazione di grande livello a latere di China Transpo in cui sono delegati a parlare il Vice Ministro cinese del MOC, Mr. Weng Menyong ed i maggiori Funzionari delle Group Company cinesi. La partecipazione italiana si esplica attraverso quattro interventi: il primo sarà sviluppato subito dopo quello del Vice Ministro cinese.

 Dopo che, a causa della crisi di governo, è emerso come fosse venuta a mancare la “rappresentanza politica centrale” si è evidenziato che la stessa poteva essere assunta, a pieno titolo, a livello regionale.

Si è quindi trovato nell’Ente Regione della Campania, Liguria, Toscana, Piemonte e Veneto, Regioni coinvolte in primarie attività logistiche, piena rispondenza al problema.

 E’ significativo ricordare che, durante gli incontri operativi che si svolgeranno nei giorni della Manifestazione, CISCo, con gli Enti, le Fondazioni e le Associazioni presenti, attiverà riunioni e colloqui mirati ad ottenere, attraverso accordi di cooperazione, successivi coinvolgimenti; protocolli di intesa orientati a studi di valutazione dell’attuale situazione dei traffici con la Cina e il Mediterraneo, alle prospettive di sviluppo ed alle offerte logistiche che le Regioni Italiane possono offrire all’interscambio cinese con i Paese Europei attraverso il Mediterraneo.

Azioni, queste, che vedranno affiancate la rappresentanza italiana a quella cinese rappresentata dall’Academy of Transportation Sciences of MOC.

 L’Academy fa parte del MOC ed il suo focus è rivolto agli scambi di tecnologie e consulenze nell’ampio settore della Logistica. Attraverso anni di collaborazione CISCo ha maturato con l’Academy rapporti particolarmente stretti ed attivi.

L’Academy è l’Ente che il Governo Cinese utilizzata negli scambi e nelle intese con Paesi Terzi. I suoi principali settori operativi sono:

Studio dei fenomeni logistici                     Organizzazione di conferenze e seminari.

Individuazione di Paesi Partner                Organizzazione di Mostre Internazionali.

Consulenze nel settore logistico                Presenze cinesi a Fiere Internazionali    

Liguria – In aumento le donne dirigenti

Archiviato in: Notizie Liguria — Redazione @ 1:51 pm

Le imprese liguri risultano virtuose perché disposte ad investire in termini di formazione e di presenza sulla componente femminile, anche se sono ancora lontane ai traguardi europei dove le donne lavoratrici rappresentano il 60% del totale degli occupati.  Lo dice una ricerca condotta dall’ufficio della consigliera di parità della Regione Liguria, Valeria Maione e relativa agli anni  dal 2000 al 2005, che è stata presentata oggi in via Fieschi, frutto di quanto previsto dalla legge nazionale 125 del 1991 che prevede, una rilevazione della presenza delle donne nelle imprese regionali con oltre 100 addetti. “Negli anni esaminati dalla ricerca – ha spiegato Valeria Maione, consigliera di parità della Regione Liguria -  si è manifestata una tendenza alla crescita della componente femminile  anche tra i quadri e tra i dirigenti nelle 190 aziende liguri con oltre 100 dipendenti,  anche se in termini assoluti il confronto tra i due sessi  risulta ancora fortemente sbilanciato, su un totale infatti di 35.765 maschi lavoratori le donne occupate ammontano a 18.606, il 34,2%, numeri ancora lontani rispetto al traguardo fissato dall’Unione Europea del 60% di occupazione femminile”.

Scopo della ricerca, che per la prima volta viene effettuata in Liguria,  oltre al monitoraggio dell’andamento dell’occupazione, l’individuazione di discriminazioni rivolte alle donne per poterle prevenire. “Dai dati – continua la consigliera di parità -  emerge infatti la presenza in Liguria di un tessuto produttivo fatto di imprese di piccole dimensioni, dove trovano collocazione molte donne, alla ricerca di maggiori riconoscimenti del proprio valore, ma è indubbio che le imprese più grandi possono fare da traino per il sistema nel suo complesso, innestando circuiti virtuosi”.

L’andamento dell’occupazione ligure, in base a fonti ISTAT, rileva una sostanziale tenuta del sistema  produttivo. Il 60% delle imprese ha infatti avuto un saldo positivo di addetti che nella grande distribuzione è riconducibile per l’85% alle donne. “E’ stata proprio la presenza femminile a sostituire – aggiunge Maione – l’esodo di uomini che si è determinato nel periodo in questione a causa, sia dei prepensionamenti, sia della conclusione dei contratti a termine, sia per dimissioni”. Dal 2002 al 2005 si è infatti registrato un incremento occupazionale nelle imprese liguri con oltre 100 addetti di 1000 unità, a fronte di una fuoriuscita dal mercato del lavoro di 876 uomini  e di un ingresso di 1876 donne. Una crescita occupazionale che è iniziata da tempo , grazie anche alle riorganizzazioni aziendali e alla maggiore attenzione alle necessità di conciliazione tra lavoro e carichi familiari dei dipendenti. “Rimangono però ancora delle criticità – conclude la consigliera di parità –rispetto ai valori assoluti e alle  tipologie di contratto che vedono una prevalenza di donne nel tempo determinato e soprattutto nel part time (85%) e nelle modalità di cessazione del lavoro con concrete divergenze tra i due sessi alle voci pensionamento (10 punti percentuali in più per i maschi), licenziamento individuale (due punti percentuali in più per le femmine) e scadenza contrattuale (8 punti percentuali in più per le donne), segnali che ci restituiscono una debolezza della componente femminile che necessita ancora di attenzione e sostegno da parte delle istituzioni e delle aziende”.

 

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